Non siamo tutti uguali fisicamente e questo ci contraddistingue nella vita quotidiana ma soprattutto nello sport.

Diversificare è alla base della crescita fisica, tecnica e personale dell’atleta, nonché il metodo più adeguato al raggiungimento dei risultati.

Cosa vuol dire DIVERSIFICARE?
Letteralmente rendere diverso, costituire la differenza che porta ogni atleta ad essere allenato sempre al massimo delle sue
capacità fisiche e tecniche in modo specifico e unico.

 

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Preparazione Fisica e Aspetti Tecnici

 

La prima grande differenziazione che il tecnico deve saper fare all’interno di una squadra è capire che tipologia di giocatori ha davanti: giovani o evoluti?
Nei giovani atleti è fondamentale che il tecnico sia in grado di diversificare il lavoro, ma soprattutto la crescita e il raggiungimento dell’obiettivo personale così da non commettere errori nella programmazione di una stagione pallavolistica.
In un atleta evoluto, saper diversificare il lavoro fisico in base all’età, alla problematiche fisiche e al periodo della stagione gioca un ruolo molto importante in chiave di una prevenzione specifica e una massima resa tecnica.

Bisogna però soffermarsi sulle diverse variabili di DIVERSIFICAZIONE che si possono avere:

                -DIVERSIFICARE IN BASE ALLE CAPACITA’ FISICHE DELL’ATLETA;

                -DIVERSIFICARE IN BASE AL RUOLO CHE L’ATLETA RICOPRE ALL’INTERNO DI UNA SQUADRA;

                -DIVERSIFICARE IN BASE ALL’ETA’ E ALLE PROBLEMATICHE FISICHE DELL’ATLETA.

Analizziamole dettagliatamente:

-DIVERSIFICARE IN BASE ALLE CAPACITA’ FISICHE DELL’ATLETA
Ogni atleta ha capacità fisiche e doti tecniche diverse, è impensabile allenare tutti nello stesso modo!
La bravura di un tecnico è capire le diverse richieste fisiche/atletiche di cui un giocatore ha bisogno e costruire una programmazione dettagliata e precisa per la sua crescita personale.
Un esercizio può essere efficace per un atleta, ma totalmente inadatto alle caratteristiche fisiche di un altro membro della squadra; il tecnico deve munirsi di strumenti per valutare il lavoro che propone, uno su tutti l’occhiometro: la capacità dell’allenatore di esaminare in ogni istante la situazione e riuscire ad essere flessibile nella variabili da proporre alla squadra.

-DIVERSIFICARE IN BASE AL RUOLO CHE L’ATLETA RICOPRE ALL’INTERNO DI UNA SQUADRA

Ogni atleta ricopre in campo un ruolo specifico, proprio per questo motivo il tecnico non può pensare di allenare dal punto di vista fisico tutti i ruoli della pallavolo moderna nello stesso modo; anzi anche all’interno dello stesso ruolo diversificare è di fondamentale importanza.

Es. Nella pallavolo femminile bisogna fare una grande differenziazione nel ruolo del centrale. Basti pensare che hanno rincorse diverse per il gesto tecnico dell’attacco (primo tempo totalmente diverso dello stacco ad un piede della fast) e quindi anche dal punto di vista fisico, pur essendo entrambi centrali, hanno richieste specifiche diverse.

-DIVERSIFICARE IN BASE ALL’ETA’ E ALLE PROBLEMATICHE FISICHE DELL’ATLETA

Età e problematiche fisiche sono gli ostacoli peggiori a cui l’atleta e il tecnico molto spesso vanno incontro; saper diversificare diventa il cardine principale su cui ruota tutta una programmazione stagionale.
L’età dell’atleta non più giovane è una delle variabili da tener conto nella proposta degli esercizi, nell’intensità dell’allenamento ma soprattutto nei tempi di recupero, diversi che negli altri componenti della squadra. E’ qui che la diversificazione del lavoro in base all’età biologica dell’atleta diventa importante per la riuscita del lavoro fisico e tecnico proposto dall’allenatore.
Per quanto riguarda le problematiche fisiche la differenziazione è d’obbligo sia sotto l’aspetto fisico sia sotto l’aspetto tecnico; con una differenza sostanziale nel valutare la tipologia di problematica:
-Problematica cronica: legata ad un infortunio non recuperato nel modo corretto anni prima e quindi una diversificazione permanente nella programmazione e nel proporre gli esercizi all’atleta.
-Problematica passeggera: dovuta ad un sovraccarico o un gesto tecnico non corretto, che comporta la modifica parziale della programmazione e quindi un lavoro diversificato fino al termine della situazione di allenamento non ottimale.

In conclusione un tecnico deve saper DIFFERENZIARE il lavoro che propone alla squadra, tenendo presente le numerose variabili che si incontrano nella programmazione; non perdendo mai di vista l’obiettivo prefissato, in modo tale da raggiungere la prestazione massima di ogni atleta.

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