Programma con Noi il tuo inizio di campionato di volley con allenamenti in Piscina sulla Sabbia e in Palestra.

Nella fase di Pre-Season, ovvero quella che precede l’inizio del campionato, il preparatore fisico programma le sedute di allenamento in maniera graduale strutturando lavori in acqua, lavori su sabbia e lavori in palestra, cosi da introdurre nella maniera più corretta e meno traumatica per l’atleta il gesto 
motorio del salto.

In una disciplina sportiva, come la pallavolo, dove il salto viene considerato uno degli aspetti fondamentali è necessario che l’attenzione dei tecnici (preparatore fisico e allenatore) sia altissima nei riguardi di questo gesto tecnico specifico.

Proprio per questo motivo si cerca la giusta programmazione dei salti: prima in acqua, successivamente su sabbia ed infine in palestra.

 

LAVORO IN PISCINA


Spesso, per paura di non riuscire ad allenare al massimo il salto, i tecnici incominciano a far saltare i propri atleti fin dalle prime sedute di allenamento, sottoponendoli così a numerose sollecitazioni sia a livello muscolare che a livello articolare in tal modo si rischia di incorrere in infortuni gravi alle articolazioni (caviglie, ginocchia, schiena ecc.) o in sovraccarichi strutturali.

Per questo motivo il preparatore fisico svolge le prime sedute di allenamento in piscina: dove introduce il salto.
Il compito del tecnico, in questa fase di preparazione, è creare una corretta progressione di lavoro sul numero di salti e sulle tipologie di atterraggio.

L’acqua gioca un ruolo fondamentale sia nella fase concentrica (spinta) del salto, sia nella fase eccentrica (atterraggio), ancor di più se tale gesto dovesse avvenire in modo monopodalico.

La capacità dell’acqua di opporre una resistenza nella fase concentrica è senza dubbio allenante, ma la possibilità di galleggiamento che offre nella fase eccentrica, rendendo la ricaduta decisamente meno traumatica, è l’aspetto fondamentale su cui si basano gli allenamenti di salto in piscina.
Questo aspetto permetterà di poter allenare la squadra ad altissima intensità fin da subito senza influire in modo sostanzioso sui sovraccarichi strutturali delle articolazioni maggiormente interessate. E’ di facile intuizione che più l’acqua è alta, maggiore sarà la fatica nella fase di stacco e minore l’impatto a terra nella fase di ricaduta.
Come indica il grafico numero 1, strutturato sulle prime 5 settimane di lavoro, il numero di salti che gli atleti effettueranno per singola seduta sarà graduale, così da incrementare il lavoro nel modo corretto.
Oltre al lavoro sui salti, gli atleti lavoreranno anche su movimenti specifici (rincorsa d’attacco, salti a muro ecc.) e sul potenziamento di arti inferiori e superiori.

GRAFICO NUMERO SALTI PER SEDUTA IN PISCINA  (grafico 1)
Salti in acqua

Dopo aver allenato la prima parte di salti in acqua si passa al lavoro su sabbia.

 

LAVORO SU SABBIA

Il lavoro su sabbia è di fondamentale importanza perché, dopo aver potenziato gli arti inferiori in acqua, si inizia a far lavorare gli atleti in un ambiente diverso su una superficie instabile, dove il corpo è in continua ricerca dell’equilibrio.
 Nella prima settimana il lavoro si concentra sulla prevenzione e potenziamento delle strutture articolari, sfruttando il più possibile l’effetto propriocettivo della sabbia.
Anche in questa fase si inizia con un graduale incremento di salti: nella prima settimana non sono presenti, dalla successiva se ne aumenta il numero in modo graduale fino al raggiungimento anche di 40-45 salti a seduta (vedi grafico numero 2).
Si sottolinea l’importanza di far eseguire agli atleti salti specifici anche in questo periodo, compresi i salti con atterraggio monopodalico, limitando così sovraccarichi e abituando il corpo dell’atleta al gesto che poi eseguirà in campo.
Nel volley moderno, molto più fisico e con un gioco molto più veloce, i giocatori sovente atterrano da un salto su un monoarto. È importante, quindi sviluppare nella fase preparatoria lavori specifici per l’atterraggio monopodalico.

 GRAFICO NUMERO SALTI PER SEDUTA SU SABBIA  (grafico 2)

Salti su sabbia

 

LAVORO IN PALESTRA (primi salti)


Dopo le prime due settimane di preparazione dedicate interamente al lavoro in acqua e al lavoro su sabbia, il preparatore inizia una progressione per i primi salti in palestra.
Per le prime due settimane gli atleti hanno lavorato sul campo senza eseguire salti, svolgendo il lavoro di potenziamento e prevenzione necessario a scongiurare il rischio di infortuni.
Come nei precedenti periodi il lavoro va svolto seguendo una progressione crescente, e quando si tratterà di saltare in palestra (terza settimana di lavoro) gli atleti eseguiranno circa 25-30 salti che incrementeranno nelle settimane seguenti, fino a raggiungere i livelli standard di salto della gara (vedi grafico numero 3).
 Molte volte in questa fase l’allenatore, impegnato al raggiungimento di obiettivi tecnici e tattici, affretta i tempi di preparazione facendo effettuare più salti del dovuto agli atleti.

E’ quindi compito del preparatore monitorare i salti di ogni atleta in ogni allenamento e, dove necessario, intervenire per modificare la seduta di training programmata con l’allenatore.

GRAFICO NUMERO SALTI PER SEDUTA IN PALESTRA  (grafico 3)

Salti in palestra

Riassumendo i concetti fin qui espressi, si può notare come l’incremento dei salti vada ad aumentare di pari passo con le settimane di lavoro, con un unico obiettivo finale: creare la giusta progressione di salti per tutelare e potenziare dal punto di vista fisico gli atleti prima di intraprendere la stagione agonistica.

In contemporanea agli allenamenti in acqua, su sabbia e in campo, è necessario che gli atleti iniziano un lavoro fisico mirato in sala pesi (vedi grafico numero 4).

GRAFICO RIASSUNTIVO SALTI (piscina, sabbia, palestra)
RIASSUNTIVO SALTI

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