Perché il rapporto tra ALLENATORE e PREPARATORE FISICO è così importante?

Perché, quando funziona in modo ottimale, permette all’allenatore di migliorare i limiti del suo campo (tecnico), e al preparatore di accrescere le prestazioni nella sua competenza (fisica), ma soprattutto questo si riflette sulla squadra e sugli atleti individualmente, che quindi potranno sviluppare al meglio le loro capacità fisiche e utilizzarle in campo attraverso la tecnica!

L’allenatore vuole i suoi/le sue atlete sempre al meglio, sempre disponibili (fisicamente), sempre in forma. Sappiamo che non è possibile, ma lo vogliamo comunque!

Io chiedo sempre ai miei preparatori questo: aiutate le ragazze a sopportare i carichi di lavoro tecnico, in modo che non si verifichino infortuni. In pratica, allenatele perché si possano allenare bene!

Un esempio scontato ma che rappresenta bene la necessità che noi allenatori abbiamo:

è più importante avere un atleta che in un singolo salto migliora la sua prestazione di, esagero, 8 cm; oppure  avere un atleta, un centrale ad esempio che riesce a sopportare un alto numero di salti, senza avere un picco negativo di prestazione dopo un tot di salti?

Se siamo bravi a programmare con il preparatore riusciremo ad ottenere un miglioramento di prestazione su un arco più lungo di salti!

 

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Ogni ruolo della pallavolo deve essere allenato in base al proprio modello prestativo basato su elementi fisici e tecnici

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Come si sviluppa il rapporto nella programmazione della stagione:

1)l’allenatore definisce:

-gli obiettivi (generali ed individuali)

-la metodologia del lavoro tecnico (intensità, ritmo, salti)

-le necessità tecniche/fisiche in base alle caratteristiche dei giocatori e del campionato da affrontare

2)Il preparatore, di conseguenza:

-Valuta le necessità dell’allenatore

-Valuta lo stato fisico dei giocatori a disposizione

-propone il suo piano d’azione per sostenere la metodologia di lavoro dell’allenatore

ognuno decide e dirige il lavoro nel suo ambito specifico!!!

Da questa situazione nasce questo, mi piace visualizzare così il rapporto tra le due figure:

ognuno decide e dirige il lavoro nel suo ambito specifico!!!

a)RICHIESTA —> l’allenatore spiega le sue esigenze/necessità al preparatore, il preparatore osserva e “studia” il metodo dell’allenatore.

b)RITORNO —> il preparatore decide la linea di lavoro da seguire in base alla metodologia del tecnico e delle caratteristiche di base degli/delle atlete

c) COLLABORAZIONE in AZIONE —> la fase finale, quello che è il lavoro espresso in campo ed in palestra pesi, anche se separato!

Per funzionare il rapporto deve seguire la regola delle 3C:

COMUNICAZIONE – continua e costante / sincera e onesta / con il gruppo ed il singolo atleta

CONDIVISIONE – programmazione / obiettivi / metodologia

CONFRONTO – andamento generale / situazioni particolari (positive, negative o di emergenza) /     verifica periodica del metodo

Ricordiamoci, noi allenatori, che lo staff lavora per la squadra, non per noi, seguendo però le nostre direttive, quindi dobbiamo esprimere le nostre esigenze e richieste molto chiaramente all’inizio del rapporto, essere esigenti, perché ciò serve alla squadra!

Allo stesso modo credo che l’autonomia, l’indipendenza nel lavoro dello staff, nello specifico del Preparatore, sia fondamentale, da’ autorevolezza alla figura nel suo campo specifico agli occhi degli atleti, diventa un sostegno molto utile per noi allenatori e soprattutto una collaborazione onesta, chiara che lascia responsabilità a seconda delle competenze specifiche, crea un rapporto basato sulla fiducia!

Se siete soli, solo allenatori e dovete arrangiare il ruolo del preparatore tra di voi o addirittura da soli, provate a suddividere le situazioni come le abbiamo descritte sopra, chiedetevi cosa vi serve da allenatori e sviluppate il lavoro fisico e tecnico su due binari diversi, che però viaggiano paralleli, sui quali l’atleta o la squadra farà il suo percorso verso l’obiettivo che avete prefissato; i due aspetti del lavoro tecnico e fisico si devono trovare e fondere nell’atleta!

Non esiste la tecnica senza le capacità fisiche, e un buon lavoro fisico specifico ci può aiutare non solo a migliorare la prestazione, per come la intendiamo, ma anche a correggere e migliorare gli aspetti tecnici e i piccoli difetti che i nostri atleti si portano con se.

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