Nell’osservare un atleta eseguire un gesto tecnico o un singolo movimento sul campo di pallavolo o in sala pesi, come può essere una affondo o un piegamento sulle braccia, qualsiasi tecnico potrà da subito evidenziare quelli che vengono considerati macro errori, cioè gli errori più gravi che possono influire negativamente sul l’esecuzione globale del movimento.

Se per i movimenti tecnici, come possono essere quelli del servizio, del bagher o del palleggio, il macro errore può essere quello che comporta la mancanza di precisione o di controllo della palla, nei movimenti per la costruzione muscolare come affondi, Squat o piegamenti sulle braccia, vengono definiti macro errori quelli che possono incidere negativamente sulla salute dell’atleta, come ad esempio l’errata posizione della schiena nello Squat nella fase eccentrica e concentrica con la presenza di sovraccarichi.

Sono errori che il tecnico deve da subito cercare di correggere, per evitare che queste lacune vengano automatizzate e di conseguenza radicate nello schema motorio che sarà poi difficile modificare anche in piccola parte.

Per fare questo, é necessario che il tecnico conosca bene il movimento e abbia provato almeno una volta sulla propria pelle l’esecuzione, per capire a livello bio meccanico quali possono essere le difficoltà che l’atleta si troverà ad affrontare o che sarà difficile da coordinare nel caso di un movimento complesso come un esercizio funzionale.

Errore – La capacità di individuare un errore é sempre stata la qualità che contraddistingue un buon allenatore da un allenatore mediocre, ma molto spesso si é talmente concentrati sulla ricerca del Micro-Errore che non si ha la percezione di un Macro-Errore di fondo che a sua volta potrebbe generare altri errori di entità più piccola.

Come può essere definito un macro-errore?

Se pur ogni singolo movimento quando viene analizzato può contenere diversi tipologie di errore che possono essere incentificati e suddivisi come macro e micro errori, i macro errori sono i più comuni, quella tipologia di errore che solitamente vengono fatti da atleti inesperti o nelle prime ripetizioni.

In questo si possono trovare delle linee guida sulla corretta postura della posizione dei piedi, delle ginocchia, del bacino, del busto, delle spalle e del capo nei più comuni esercizi.

A seconda del singolo esercizio daremo poi delle indicazioni specifiche ma per ora cerchiamo di analizzare quelli che possono i macro errori più frequenti:

– Piedi

Una sbagliata postura del piede in fase di appoggio durante una esercitazione comporta una serie di problemi concatenati ad esse che spesso sono di difficile correzione. Per questo fin dalle giovanili é utile concentrarsi sull’utilizzo del piede a 360º sia in fase dinamica sia in fase statica. Se poi si vuole essere ancora più precisi é utile differenziare la parte eccentrica e concentrica in un movimento dinamico/balistico.

L’utilizzo di calzature già in giovane età e con pochi momenti di svago a piede nudo, ha provocato nelle nuove generazione un “addormentamento” delle capacità del piede che tramite esercizi, correzioni e nuove proposte metodologiche può essere risvegliato.

Premettendo che gran parte delle problematiche non possono essere risolte solo ed esclusivamente con delle, se pur valide, esercitazioni in palestra, è necessario quasi sempre l’intervento di uno specialista che interverrà in modo decisivo con plantari o altre applicazioni simili.

Il compito del tecnico sul campo sarà quello di individuare fin da subito una probabile anomalia dell’appoggio fin dal Minivolley e rendere partecipe la famiglia della necessità di una visita specialistica che permetterà ad un corretto recupero della problematica.

Cerchiamo di elencare qua sotto quelle che possono essere definite le tipologie di appoggio più comuni che potete riscontrare tra i vostri atleti: 

Appoggio_piede

– Ginocchia

Ginocchio Varo Valgo

L’articolazione del ginocchio fin da giovane età é sottoposta a notevoli sollecitazioni durante qualsiasi pratica sportiva, in particolare per la pallavolo dove il numero di salti inciderà sempre sulla loro massima efficienza durante tutto il movimento. Anche in questo caso, proprio come il piede, sarà utile valutare la funzionalità del gioccchio durante test posturali e accurate valutazioni durante le fasi di allenamento sul campo, che spesso danno enormi riscontri a tutte le varie tipologie di lacune muscolo scheletriche che andranno un giorno ad incidere sulle problematiche da sovraccarico.

Facciamo un semplice esempio come riportato nell’immagine qui sotto:

Fase_concentrica_salto_a_muro

Durante l’esecuzione di un salto a muro il nostro atleta ha evidenziato uno schema motorio non perfettamente idoneo, cioè in fase di spinta le ginocchia puntavano ad un notevole forma di valgismo. Ma da cosa è dovuto realmente questa tipologia di errore? Le motivazioni possono essere molte, ma è certo che il compito del tecnico sarà di rimediare al più presto onde evitare spiacevoli inconvenienti.

Infortunio Bosetti ginocchioPer prima cosa dobbiamo aver ben chiaro quale deve essere il modo corretto di eseguire il gesto tecnico e cercare attraverso diverse esercitazioni di migliorarlo. É probabile che nella prima fase di adattamento il gesto tecnico subisca un notevole calo dell’efficenza, in parole povere é possibile che l’atleta salti meno o che tiri più piano, ma allo stesso tempo dobbiamo aver ben chiaro che il lavoro sui particolari richiede un lasso di tempo più ampio, sopratutto se il nostro atleta non é più così giovane.

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