Il primo giorno di preparazione della stagione è come il primo giorno di scuola: un po’ di ansia, due battute per rompere il ghiaccio , si conoscono i compagni e VIA, SI PARTE!

Si parte per un cammino lungo 10 mesi, ma non si è soli, si è in compagnia di 14 giocatori più tutta la società al seguito e un allenatore che come un condottiero guida il suo esercito verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Come sempre è difficile il primo giorno, è per lo più una conoscenza, l’inizio di un’alchimia e un affiatamento che l’allenatore-preparatore cercano di instaurare con i giocatori. Ma in palestra si respira un’aria nuova, un’aria fresca, un’aria speciale; dove tutti hanno voglia di fare, di iniziare un nuovo cammino con obiettivi da raggiungere, ognuno è consapevole di essere li in quel momento per dare il massimo!

Ma analizziamo il primo allenamento dal punto di vista del PREPARATORE FISICO, il ruolo che a inizio stagione è fondamentale per una preparazione fisica appropriata e specifica per gli altleti, per la categoria e che risponda alle esigenze di ogni giocatore ecc.

Ora, per entrare più nello specifico, abbiamo posto le domande che seguono al preparatore fisico Marco Sesia. Come conoscere gli atleti con cui si andrà a lavorare poi durante tutta la stagione? Per conoscere i miei “polli” mi servo di una scheda di ANAMNESI che si costruisce adattandola alla categoria che si andrà ad allenare. In questa scheda si raccolgono dati importanti, per avere un riferimeto di partenza sul quale andare a lavorare, quali il peso, le circonferenze degli arti inferiori e superiori, circonferenza della vita e del petto. Nella prima seduta di allenamento, inoltre, svolgo dei test che mi vanno ad indicare le capacità di eseguire determinati esercizi e movimenti da parte degli atleti.squat_test_preparazione_fisica_pallavolo

Uno di questi test è lo SQUAT TEST che ha come obiettivo l’analisi del movimento dell’omonimo esercizio nel dettaglio, prima di eseguire un lavoro specifico in sala pesi. Tale test permette inoltre di individuare eventuali carenze fisiche e biomeccaniche di ogni singolo atleta.

Come ultima verifica sottopongo ad ogni singolo atleta un test sull’elasticitá specifica per determinati movimenti, necessaria per eseguire, in seguito, gesti tecnici al massimo delle potenzialitá fisiche. Come ha intenzione di iniziare questa seduta di allenamento quest’oggi?

La prima seduta di allenamento, dopo aver eseguito i vari test, ha la funzione di togliere la “ruggine” alle articolazioni di ogni atleta; si basti pensare che per circa 2 mesi molti non hanno più giocato a volley ne fatto attività fisica di alcun genere.

Detto ciò, ho diviso la prima seduta di allenamento in 3 grandi fasi:

– Fase 1- WARM UP: si inizia con una parte di mobilità articolare per poi passare a uno stretching dinamico, ricercando movimenti simili ai vari gesti tecnici specifici.

-Fase 2- PARTE CENTRALE: dopo aver svolto un riscaldamento, si passa a lavorare sulla zona core in generale iniziando una fase di potenziamento che dal punto centrale del corpo si estende fino agli arti superiori e inferiori buy levitra online with prescription. Successivamente alla fase centrale, l’allenatore svolgerà la sua parte di allenamento tecnico (senza salti ovviamente) dopo la quale torno io a gestire la fase finale dell’allenamento.

– Fase 3- PARTE DI ALLUNGAMENTO: è una fase molto importante nella quale si vanno ad allungare i muscoli che hanno lavorato, si correggono le eventuali posizioni errate assunte dagli atleti, cercando di far recuperare le fasce muscolari per le sedute successive.

Quali sono i punti cruciali dell’allenamento che andrà a svolgere? Come detto in precedenza la priorità in questa sessione di allenamento è ri-abituare il corpo a determinati movimenti, ad uno sforzo fisico adeguato senza esagerare. Sono passati i tempi in cui bisognava “spaccare le gambe” agli atleti per allenarli nel modo migliore.

La preparazione fisica moderna consiste nel lavorare nel modo giusto con giusti esercizi: il volley è uno sport logorante dove si eseguono molti salti. È importante salvaguardare l’atleta da infortuni che rischiano di essere portati avanti negli anni.

FUNZIONALITA’ e PERSONALIZZAZIONE sono le parole chiave per costruire esercizi adatti agli atleti ed al loro ruolo.

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