La pallavolo è uno sport dove il salto è il gesto principale, ma anche quello più traumatico per diverse articolazioni, quali: caviglie, ginocchia, anche, bacino e schiena.

Come evitare queste sollecitazioni continue?
Impossibile, ma si possono attenuare tramite il potenziamento e la 
prevenzione.

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Il potenziamento è un’attività di allenamento atta a migliorare le capacità di forza dell’atleta.
Mentre la prevenzione è una serie di esercitazioni che servono a prevenire in modo specifico le possibili attività traumatiche indotte dalla disciplina.
 Potenziamento e prevenzione si sviluppano insieme e di pari passo; il rapporto tra potenziamento e prevenzione nel volley moderno è proporzionale: se 
 sviluppo il potenziamento, devo sviluppare anche una prevenzione adatta.

Potenziamento e prevenzione degli arti inferiori e superiori
 


Come anticipato nel paragrafo precedente, le articolazioni più sollecitate nel 
 volley, più nello specifico nel gesto del salto, sono: per gli arti inferiori, caviglie e ginocchia mentre per gli arti superiori, le spalle.
Il bacino e la zona core sono una zona importante di collegamento tra parte superiore e parte inferiore del corpo, che va potenziata regolarmente in ogni seduta di allenamento.
Tra le principali patologie riscontrate nei pallavolisti, ai primi posti, troviamo sicuramente quelle alla spalla.
Questo complesso pluriarticolare e di per sé instabile, è spesso ipersollecitato durante le esercitazioni svolte comunemente dai giocatori di volley.
La continua ripetizione di attacchi e battute, effettuate spesso in modo scorretto e senza un adeguato riscaldamento, portano col tempo all’insorgenza di patologie degenerative.
Se a queste considerazioni, sommiamo il fatto che il tempo dedicato al lavoro di prevenzione e di pesistica destinato a questa articolazione, risulta sempre ridotto, ecco che capiamo come mai il dolore alla spalla è sem- pre più presente, non solo negli atleti professionisti, ma anche in quelli di medio livello e nei bambini, dove spesso il peso della palla è elevato rispetto alla forza espressa.

Numerose sono le patologie che possono insorgere a livello della spalla; tra le più comuni citiamo:

– Patologie degenerative
– Tendiniti del sovraspinoso
– Tendiniti del blocco sottospinoso
– Lesioni muscolari inserzionali

Abbiamo detto che la spalla è un complesso articolare particolarmente instabile, ma come possiamo intervenire per evitare algie che portino alla riduzione della forza espressa e ad un aumento del dolore?

L’intervento è in ultimo stadio di tipo medico e fisioterapico, ma la prevenzione è sempre al primo posto, così come la correzione del gesto tecnico.
Il preparatore in prima persona dovrà prevenire e potenziare l’articolazione della spalla con esercizi adatti.

Il preparatore dovrà quindi intervenire nei seguenti modi:

– Evitare squilibri muscolari: per la natura del gesto tecnico “in chiusura”, al primo posto mettiamo l’iperattività del muscolo pettorale, che dovrà essere contrastata proponendo esercizi di stretching specifici dopo ogni seduta di allenamento.

– Detrazione capsulare: esercizi specifici di mobilizzazione e di stretching, andranno a ridurre questo effetto.

– Ipostenia dei muscoli della scapola: molti pallavolisti presentano deficit a livello dei muscoli della scapola, proporremo quindi degli esercizi specifici che agiscano su questi muscoli, in modo da far lavorare nel modo migliore tutto il complesso della spalla.

Modalità di intervento:

  • ESERCIZI DI PROPRIOCETTIVA
  • STRETCHING CAPSULARE
  • STRETCHING MUSCOLARE
  • ELASTICI
  • POTENZIAMENTO MIRATO (non su tutti i muscoli)
  • LAVORO IN ACQUA
  • CORREZIONE DEL GESTO TECNICO

Subito dopo le principali patologie della spalla del pallavolista, troviamo le patologie del ginocchio.
Questa articolazione è sollecitata sia dalle numerose ricadute dopo un salto, sia da un lavoro fisico specifico con sovraccarichi.
Possiamo dividere le diverse patologie che colpiscono l’articolazione del ginocchio, in due grandi gruppi.

Nel primo grande gruppo rientrano:

– Tendinopatie inserzioni tendinopatie inserzionali distali dell’apparato estensore (ginocchio del saltatore in zona sotto e soprarotulea e sulla tuberosità tibiale).
– Infiammazioni cartilaginee (condriti acute e croniche)

Nel secondo gruppo rientrano (tutti gli esiti di traumi distorsivi):

– Sofferenza legamentosa
– Rottura meniscale mediale o esterna
– Lesione del legamento crociato anteriore totale o parziale

L’intervento chirurgico, in molti di questi casi, è necessario, ma la prevenzione e il potenziamento secondo una programmazione precisa è sempre al primo pos-to, così come la correzione del gesto tecnico.
Il preparatore in prima persona dovrà prevenire e potenziare l’articolazione del ginocchio con esercizi adatti.

Modalità di intervento:
• STUDIO POSTURALE E DEI MEZZI (calzature, fondo di allenamento).
• LIMITAZIONE DI SALTI E SOVRACCARICHI
• STRETCHING (quadricipite e flessori)
• ISOMETRIAACATENACINETICACHIUSA(estensionemassimaeultimi gradi).
• AUMENTO DEGLI ANGOLI E DEI CARICHI DI LAVORO
• POTENZIAMENTO MIRATO (non su tutti i muscoli)
• LAVOROINACQUA
• CORREZIONE DEL GESTO TECNICO

In conclusione, se si esegue un buon potenziamento e una buona prevenzione qualsiasi atleta, di qualsiasi livello, può migliorare fisicamente e tecnicamente.

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