E’ tempo di tornare in palestra, ma prima di ripartire per la prossima stagione bisogna programmare al meglio per evitare brutte sorprese durante l’anno, falsi miti e regole base per una pallavolo moderna sempre più fisica.

E’ importante sottolineare quanto la preparazione fisica nella pallavolo sia diventata sempre più un aspetto fondamentale del programma di allenamento, l’evoluzione del gioco, della sua velocità e della sua cura in ogni minimo dettaglio fa si che anche la preparazione fisica non possa più essere improvvisata o sviluppata in un ordine secondario, anzi in questa parte della stagione è fondamentale metterci molta, moltissima attenzione.

Prima di partire però è opportuno sfatare almeno 3 Falsi miti e di conoscere le 3 regole base che ci possono servire per migliorare il nostro lavoro in palestra.

Nulla di così complicato, e per gli allenatori e preparatori con più esperienza forse nemmeno nulla di nuovo, ma un ripasso ci sta sempre.

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ANALIZZIAMO

3 FALSI MITI DELLA PREPARAZIONE FISICA


Ciò che fa male fa bene.

Dolore nella pallavoloQuesto principio di allenamento non esiste più. Non dobbiamo avere come obbiettivo dei primi giorni o delle prime settimane di allenamento quello di demolire i nostri atleti dal punto di vista fisico, anzi dobbiamo costruire. La vecchie teorie che prevedevano le prime settimane massacranti al punto da non riuscire a camminare dal dolore alle gambe non esistono più. Si è visto che il dolore post allenamento (non acido lattico, ma DOMS) “deve” essere presente ma in modo controllato e che permetta all’atleta di allenarsi e di eseguire tutti i movimenti durante l’intero arco delle settimane di preparazione fisica iniziale. La distribuzione del carico in una fase di programmazione dovrà essere poi rivalutata sul campo a seconda di come si presentano i nostri atleti ai primi allenamenti.

I pallavolisti non sono maratoneti.

 Come spesso capitava nei periodi passati, si era soliti portare la squadra a fare una preparazione iniziale più orientata verso la maratona che alla pallavolo. Lunghe corse e stressanti ripetute sono ormai passate di moda. corsa nella pallavoloQuesto non vuol dire che i nostri atleti non debbano più correre ma facciamolo fare nel modo più simile a quello che può essere definito modello prestativo. Nessun pallavolista dal minivolley alla serie A si troverà mai durante la partita a svolgere un lavoro aerobico sul campo dalla durata superiore ai 60 secondi. Anzi molto spesso la durata delle azioni sarà limitata rispetto al tempo di pausa tra un punto e l’altro. Nella programmazione iniziale sarà opportuno inserire un lavoro aerobico intervallato, cioè con fasi di corsa o movimenti specifici per il volley che non superi i 40-50 secondi e con tempi di recupero che si possono aggirare intorno ai 15 – 20 secondi. Il numero di serie e Ripetizioni saranno in base alla vostra programmazione sul campo.

Il programma di Preparazione Fisica non dura 3 settimane.

programma preparazione fisica pallavoloSpesso si è soliti pensare che il programma di preparazione fisica debba essere svolto in una fase iniziale (2 – 3 massimo 4 settimane) per poi essere abbandonato quasi totalmente per il resto della stagione se non in qualche sporadico momento che la squadra è ferma dai vari impegni agonistici (Natale-Pasqua). Il programma di preparazione va mantenuto per tutta la stagione pallavolistica.

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Preparazione Fisica e Aspetti Tecnici

ANALIZZIAMO

3 REGOLE BASE PER UN PROGRAMMA IDEALE


Andiamo adesso ad analizzare quali sono invece le regole base per un ideale programma di prevenzione e potenziamento nella pallavolo moderna.

Programmazione.

programmazione nella pallavoloContinueremo a confermare che la programmazione è alla base di tutto. Saper programmare in modo dettagliato fa si che l’allenatore o il preparatore atletico abbia ben chiaro da subito quello che sarà il programma di allenamento e di carico per la prossima stagione. Spesso la programmazione viene studiata nel dettaglio per le prime settimane, ma è qui che si rischia di fare l’errore più grande. Soprattutto nel giovanile è opportuno programmare obbiettivi a breve, media e lunga durata. Siano essi didattici ( insegnare a fare un nuovo esercizio), siano essi prestativi ( arrivare a saltare di più, sollevare più kg) devono avere una programmazione non solo per le prime settimane ma per la stagione. Paragonandolo al ciclismo, è come se un atleta volesse vincere il Giro d’Italia dedicando attenzione solo nelle prime 2-3 tappe quando in verità gran parte delle volte la Maglia Rosa viene vinta nell’ultima settimana. Dosare le forze, programmare gli scatti possono fare la differenza per il piazzamento nella classifica generale. La stessa cosa deve succedere nella programmazione della prossima stagione.

Progressione.

Proprio nell’ambito della programmazione la progressione gioca un ruolo fondamentale. Dal Facile al Difficile, dal semplice al complesso, dal leggero al pesate devono essere le nostre frasi che ci guidano in una fase di progressione. Tutti quanti mentre leggeranno queste righe diranno: “Scontato”, si è vero ma la cosa più difficile nella pallavolo è che per 12 atleti diversi, ci possono essere 12 progressioni diverse. Allenarle tutte nello stesso momento e con lo stesso grado di efficacia non è così banale. Atleti che morfologicamente possono essere diversi (più alti o più basi) e che tecnicamente (anche nei movimenti base come squat, affondi, plank …) possono essere più o meno preparati fa si che il compito del preparatore e allenatore non sia dal tutto così facile, anzi forse è uno degli aspetti più difficile da curare.

Didattica.

didattica esercizi sala pesiPrima di tutto bisogna insegnare la didattica. Non teoria ma didattica del movimento. Sopratutto nel settore giovanile è opportuno dedicare del tempo a quella che sarà una fase di apprendimento del movimento corretto per ogni singolo esercizio. Se puntiamo subito al miglioramento di una prestazione, cioè fare il movimento più veloce, alzare più chilogrammi, ci darà subito un risultato importante in termini numerici, ma che a lungo andare potrebbe non essere la cosa migliore per l’atleta. Eseguire esercizi con movimenti non corretti, sia a carico naturale, ma sopratutto con sovraccarichi, potrebbe influire negativamente. La famosa frase “Prevenire è meglio che curare” per i preparatori e allenatori della pallavolo deve partire proprio da qui. Prima si parte con esercizi semplici e poi complessi in modo da far apprendere al meglio il gesto completo che diventerà poi colonna portante per la costruzione di un efficace programma prestativo.

Nulla di nuovo, ma forse tutto utile per riuscire a ripartire con le idee più chiare nella prossima stagione sportiva.

Buon Lavoro a tutti!

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