Il futuro dello sport, e più in particolare del volley, sono i giovani: avere un buon settore giovanile (vivaio) è molto importante per una società ambiziosa.

Avere atleti giovani e vogliosi di imparare però non basta, bisogna anche avere tecnici (allenatori e preparatori) che siano competenti e che sappiano programmare nel modo più giusto possibile la crescita dei giocatori.

Un parametro fondamentale nella programmazione del settore giovanile è il tempo.
Infatti, quando si cerca di far crescere dal punto di vista tecnico e fisico un atleta, non bisogna avere fretta nel raggiungere degli obiettivi e soprattutto non bisogna affrettare i tempi di crescita del giocatore, è necessario invece aiutarlo a svilupparsi sotto tutti i punti di vista per creare un atleta solido che potrà poi andare ad integrarsi nella prima squadra.

bambino squat

Ci sono inoltre altri quattro parametri fondamentali e variabili all’interno di una programmazione giovanile, quali:

– APPRENDIMENTO
– GRADUALITÀ 

– SPECIFICITÀ
– PROGRESSIVITÀ

Per prima cosa, bisogna saper analizzare la velocità di appreGRADUALITAndimento e di conseguenza la capacità di apprendimento, non solo della squadra, ma anche del singolo atleta, che dovrà poi svolgere una differente progressività nella costruzione didattica dell’esercizio o nell’aumento del carico di lavoro.

Se la Pallavolo fosse uno sport singolo non sarebbe poi così difficile da allenare, ma il vero problema è che l’allenatore, o il preparatore, ha la necessità costante di far crescere la squadra, tenendo però sempre conto dei tempi e delle capacità di ogni singolo atleta.

Per questo motivo il bravo tecnico è colui che riesce a spingere oltre i propri limiti ogni singolo giocatore, nell’economia dell’intera squadra.
Saper individuare le capacità di apprendimento non è una cosa semplice, o meglio, non esistono dei parametri che permettano di poter individuare subito per ogni singolo atleta le sue capacità. In più, non è detto che rimangano tali, cioè che non migliorino o peggiorino durante la stagione sportiva.

È invece abbastanza semplice individuare da subito degli atleti con delle attitudini maggiori al gioco e  al movimento; spesso all’interno della stessa squadra è possibile suddividerli in due o tre sottogruppi. Così facendo, sarà possibile organizzare diverse progressioni didattiche* per quanto riguarda l’allenamento fisico, che permettano a tutti gli atleti di essere in una situazione di allenabilità massima.

Un aspetto che va di pari passo con l’apprendimento è la gradualità.
Nella proposta degli esercizi è di fondamentale importanza somministrare alla squadra e al singolo atleta esercitazioni adatte alle potenzialità. Tali esercitazioni devono sempre essere proposte in modo graduale, per facilitare l’apprendimento da parte del giocatore.

In parole povere la gradualità è il modo in cui si propongono le esercitazioni al singolo atleta o all’intera squadra.

Per la crescita e formazione di un giocatore giovane, un altro parametro fondamentale è la specificità; cioè il saper costruire un’esercitazione adatta alle capacità, al ruolo, e all’età del singolo atleta, con l’obiettivo di arricchire il bagaglio tecnico e fisico.

Il parametro della specificità non è semplice da sviluppare, soprattutto in uno sport di squadra come la pallavolo dove si hanno 12 giocatori (tutti diversi tra loro). È molto difficile creare un programma di lavoro personalizzato per ognuno di loro. La bravura del tecnico sta proprio nel saper personalizzare, e quindi specificare, il lavoro per ogni singolo membro della squadra.

La progressività dell’allenamento è l’altro aspetto fondamentale per riuscire a formare nel minor tempo possibile e nel miglior modo possibile il singolo atleta. 
 Come detto in precedenza, il tecnico non dovrà affrettare i tempi, ma lavorare in modo progressivo, così da costruire delle buone fondamenta per un atleta completo sia tecnicamente che fisicamente.

La progressione negli esercizi è fondamentale: iniziare con un esercizio semplice, per poi passare a quello più difficile è l’iter di crescita per un giocatore 
 solido.

 

Esempio:
Vogliamo intraprendere una progressione didattica che prevede l’insegnamento dello Squat in una squadra Under 14. E’ facile notare come ci possa essere all’interno della squadra vari tipi di situazioni;  ad esempio: un paio di atleti che durante la fase di salita e discesa mantengono la corretta posizione della colonna vertebrale, ma che allo stesso tempo possono avere delle problematiche di valgismo durante le due fasi sia di discesa che di salita. Oppure altri atleti che possono avere il problema opposto. É quindi impensabile utilizzare le stesse progressioni didattiche, altrimenti uno dei due gruppi non sarebbe allenato correttamente per risolvere la propria problematica.

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*Progressione didattica: successione di esercitazioni proposte al fine del raggiungimento di un obiettivo (fisico-tecnico) nel periodo precedentemente stabilito (programmato).

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