L ‘allenamento aerobico ha subito notevoli variazioni nel corso del ultimi decenni all’interno della programma di preparazione fisica specifica per questa disciplina.
Partiamo subito con il chiarire che la pallavolo nell’ambito della classificazione fisiologica delle attività sportive è definita quale attività ad impegno aerobico-anaerobico alternato.

Il metabolismo principalmente impegnato risulta essere quello anaerobico-alattacido, con richiesta nella prestazione di elevata potenza distrettuale. Poco interessato appare il metabolismo lattacido, mentre quello aerobico risulta impegnato solo durante le fasi di recupero negli intervalli di gioco.

Una volta precisate queste considerazioni riguardanti il metabolismo, prendiamo in analisi un ruolo molto delicato : il palleggiatore.

Uno degli aspetti fondamentali per il ruolo del palleggiatore è quello di poter prendere le migliori decisioni (tattiche) aiutato dalla miglior precisione (tecnica) durante tutte le fasi della partita. Questo presuppone che la sua lucidità mentale anche nei momenti dove viene sottoposto maggiormente ad una fase di stress emotivo (incidenza negativa) non possano subire variazioni dovute alle sue incapacità di recuperare lo sforzo del punto precedente .

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Proprio per questa ragione , non solo il palleggiatore, ma solitamente l’intera squadra nella pallavolo, si allena a ritmi  ed intensità di gran lunga superiori rispetto quelli che verranno poi utilizzati durante la fase di gioco nei rispettivi campionati.

Il palleggiatore però, essendo il perno centrale della squadra, necessità di un allenamento “speciale”. Una forma di allenamento ad alta intensità che possa avere ripercussioni positive durante l’attività di gioco.

Per facilitare la programmazione possiamo suddividere la progressione didattica in 3 macro aree:

– Aerobico Intermittente senza palla
– Aerobico intermittente con palla
– Aerobico intermittente con palla e con aspetti decisionali.

Alla base di questa progressione didattica la tipologia di metabolismo utilizzato sarà : aerobico-anaerobico alternato.

La fase di lavoro dovrà sempre essere svolta al massimo dell’intensità alternato a momenti di pausa considerato e chiamato recupero. Svolgere questo tipo di allenamento ad una intensità submassimale non comporterebbe nessun tipo di adattamento specifico e non avrebbe nessuna influenza positiva per quanto riguarda gli aspetti prestazionali del vostro atleta.

Andiamo ad esaminare e seguire con attenzione queste 3 diverse tipologie di allenamento.

– Allenamento Aerobico Intermittente senza palla (altissima intensità – non comprende fasi di tecnica applica)

– Allenamento Aerobico intermittente con palla (alta intensità – comprende fasi di allenamento tecnico con palla)

Allenamento Aerobico intermittente con palla e con aspetti decisionali.(alta intensità – comprende fasi di allenamento tecnico e tattico con palla)

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Partiamo dal più semplice ma da quello che potrebbe rivelarsi il metodo dove è più facile spingere l’atleta oltre il suo limite.
L’allenamento senza palla, può prevedere una serie di movimenti sul campo (simulazione di un punto) svolti alla massima intensità.
Proprio per il fatto che l’atleta non sia “distratto” dal pallone può spingere al massimo sotto l’aspetto fisico, insomma può correre più forte!

I tempi di lavoro e i tempi di recupero potranno e dovranno variare a seconda del modello prestativo della categoria in cui state allenando.
Solitamente per 1 tempo di lavoro ne corrispondo 2 di pausa (fino ad un massimo di 15″/20″)

Esempio nella serie A femminile i tempi di gioco attività si aggirano tra i 5″/7″ per l’80% delle azioni , mentre i tempi di recupero (palla ferma) intorno ai 16″ di media. Se volessimo allenare alla stessa identica intensità della partita sarà facilmente riproducibile lo stesso tempo di lavoro e di recupero, ma se volessimo alzare l’intensità sarà opportuno aumentare il tempo di lavoro senza superare i 20″ massimo e diminuire fino a 10″ il tempo di recupero.

La simulazione di numero di punti,  proporzionato alle capacità fisiche dell’atleta (non meno di 10 e non sopra alle 20) è senza dubbio allenante sotto l’aspetto fisico, ma non sotto l’aspetto tecnico.

Per migliorare l’aspetto tecnico occorre inserire anche la componente palla…

– Allenamento Aerobico intermittente con palla (alta intensità – comprende fasi di allenamento tecnico con palla)
Se nella tipologia di allenamento precedente il coach o il tecnico aveva solo il compito di spingere l’atleta ad andare al massimo, nel lavoro aerobico con palla dovrà anche richiedere precisione nel gesto tecnico sotto un importante stress fisico.

Sarà la sensibilità dell’allenatore o del coach intensificare la richiesta tecnica al fine di migliorare non solo la richiesta fisica.

Con la stessa idea d’intensità  , la richiesta tecnica deve essere senza dubbio  proporzionata alle capacità dei propri atleti: dare obiettivo difficilmente raggiungibili potrebbe demotivare il vostro atleta, ma allo stesso tempo richieste troppo basse per gli standard potrebbero essere controproducenti.

Ad esempio, se il coach decide di utilizzare un canestro come riferimento per i palloni palleggiati in zona 4  le variabilità possono essere:

Diametro del Canestro (difficilmente modificabile)
Numero di canestri da fare in ogni sessione di allenamento Aerobico (facilmente modificabile a seconda dello stato di forma e delle capacità tecniche)

L’ultima tipologia di allenamento è  quello  Aerobico intermittente con palla e con aspetti decisionali.(alta intensità – comprende fasi di allenamento tecnico e tattico con palla)

In questo caso è consigliato solo per atleti evoluti, capaci di svolgere l’attività di allenamento ad alta intensità , mantenendo alta il livello di precisione tecnica in un momento decisionale.

In questo caso il coach potrà simulare punteggi, situazioni di gioco specifiche che durante la competizione possono riproporsi più sovente.

In questo caso la simulazione non potrà essere casuale, ma dovrà essere programmato e spiegato al vostro atleta al modo di condividere al massimo la vostra visione del gioco. Spesso si dice che il palleggiatore è la testa del coach montato sul corpo dell’atleta, ma sappiamo quanto sia difficile condividere e vedere la pallavolo nello stesso modo.

Questa tipologia di allenamento può aiutare a fare crescere il feeling tra allenatore e giocatore palleggiatore.

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