In conclusione ad un bellissimo anno trascorso sul campo, noi di PreparazioneFisicaPallavolo, vogliamo salutare il 2015 con le parole di Mauro Berruto: uomo di sport, insegnate di vita.

 

…A tutti gli allenatori…

Credo che il più bravo degli allenatori sia quello che ha  poche idee ma molto chiare. E soprattutto colui che riesce a fare si che queste poche idee chiare siano trasmesse in modo altrettanto chiaro e siano poi messe in pratica in modo corretto.
Il parametro per giudicare un allenatore
(di pallavolo, ma non solo) non è quello di capire quante e quanto complicate sono le sue idee ma con quanta forza  riesce a trasmetterle  ai suoi atleti, quanto i suoi atleti credono e si riconoscono in quelle idee e con quale qualità le applicano sul campo da gioco. Le grandi squadre non fanno cose diverse, ma le fanno meglio. In particolare fanno molto meglio le cose semplici: un appoggio, un palleggio di secondo tocco, la gestione di un free-ball. Io ho qualche idea sull’organizzazione del gioco, sulla tecnica, sulla tattica, certo. Ma soprattutto ho un’idea che determina tutto ciò che faccio, che ossessivamente ripeto e nella quale credo fortissimamente: che la pallavolo sia uno sport in cui solo la squadra fa la differenza. La squadra è un valore “sacro” da inseguire e che si raggiunge solo attraverso il sacrificio individuale della propria voglia di protagonismo, solo mettendosi al suo servizio anche e soprattutto quando questo rappresenta un sacrificio dal punto di vista tecnico (per esempio attaccando meno palloni). Il lavoro di noi allenatori? Trovare il primo giorno della preparazione dodici atleti diversi per lingua, cultura, razza, religione, modo di allenarsi e di intendere la pallavolo e creare una squadra che parla la stessa lingua, nella quale l’altruismo sia forza trainante. Permettere ai giocatori di crescere come atleti e come individui nel momento in cui consapevolmente decidono di subordinare loro stessi allo sforzo di gruppo. Questo è il lavoro di un allenatore. Un lavoro privilegiato perché nella felicitá del successo come nel momento della delusione, permette il ripetersi di questo miracolo di stagione in stagione.    

Mauro Berruto
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